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Un anno da ricordare
Come sempre fine anno è tempo di bilanci per tutti, anche per i donatori di sangue. Il 2016 che si sta chiudendo è stato un anno importante, ricco di novità e di eventi.
Data
26 dicembre 2016

L’anno si è aperto con l’entrata in vigore dei nuovi requisiti di idoneità del donatore, con non poche novità sia per quanto riguarda i criteri di ammissione e il questionario di selezione ma anche per le donazioni stesse, con l’aumento della quantità di plasma donato. Tutte queste novità hanno certamente provocato un comprensibile smarrimento da parte di qualche donatore. Tuttavia non si può che elogiare la costante disponibilità di tutti i donatori che hanno continuato, continuano e continueranno a donare emocomponenti. Il 2016 sarà ricordato anche dal punto di vista associativo.
Oltre alle tantissime iniziative portate avanti dalle singole sezioni, come non ricordare il 55° Congresso nazionale della FIDAS che è stato ospitato dalla nostra Associazione dal 21 al 23 aprile a Grado e la 35.a Giornata del Donatore celebrata a Gorizia domenica 24 aprile.
Ma soprattutto il 2016 sarà ricordato per essere l’anno in cui è stata portata a termine la storica fusione tra le due associazioni dei donatori di sangue del Goriziano e del Monfalconese, in un’unica associazione provinciale, FIDAS Isontina. Questo percorso, auspicato da molti anni, ha trovato nel mese di novembre il felice coronamento, prima con le assemblee delle due Associazioni mandamentali, poi ancora con la stipula dell’atto di fusione, avvenuta nella sala del consiglio della Provincia a Gorizia il 19 novembre, ed infine l’assemblea elettiva dei dirigenti associativi che guideranno il sodalizio nel prossimo quadriennio che si è svolta il 29 novembre a Monfalcone.

Dal 1 gennaio 2017 quindi, tutti i donatori della Provincia di Gorizia si ritroveranno uniti in un’unica associazione, senza distinzione tra destra e sinistra Isonzo – distinzione che tanto ha nuociuto in passato e che tuttora nuoce alla sanità del nostro territorio – per rappresentare in maniera unitaria le istanze del donatore, indipendentemente dal centro trasfusionale di afferenza, ma con un duplice obiettivo: rappresentare le istanze e le esigenze dei donatori, utilizzare al meglio la donazione di sangue, plasma e altri emocomponenti al fine di garantire la salute dei pazienti e degli ammalati.