«Non è assolutamente il caso
di dar vita ad inutili allarmismi
».
In buona sostanza è questo
il succo delle parole della
dottoressa Vivianna Totis, direttore
della Medicina trasfusionale
di Palmanova, a proposito
della “spauracchio”
West Nile Virus. Un fenomeno
che non è limitato alla nostra
regione, ma è diffuso in
gran parte del nord Italia, in
diversi paesi d’Europa e anche
in Nordamerica.
«È bene sapere che molti
di noi potrebbero aver contratto
il West Nile Virus, che
permane nel sangue solo per
un paio di giorni, senza nemmeno
essersene accorti –
spiega la dottoressa Totis -:
nell’80 per cento dei casi non
c’è alcun sintomo né alcun
problema, e in un altro 19%
dei casi non si va oltre i sintomi
di una banale influenza.
Il virus può essere pericoloso
solo in persone particolarmente
anziane o con le difese
immunitarie molto basse,
come nel caso dei malati oncologici,
nei quali la patologia
si può sviluppare fino alla
meningite».
Proprio per questo, a livello
precauzionale e nell’interesse
della salute di tutta la
collettività, la situazione del
virus viene monitorata attentamente.
«La situazione è assolutamente
sotto controllo
– prosegue la dottoressa Vivianna
Totis -. Per quanto riguarda
la donazione di sangue
e i donatori, abbiamo stabilito
per tutti il test dell’acido
nucleico (o Nat, ndr) che,
in caso di esito negativo, permette
di procedere tranquillamente
evitando il provvedimento
di esclusione temporanea
per 28 giorni previsto
solitamente per chi ha
soggiornato o vive in una zona
in cui è stato segnalato il
virus»