Il
presidente di FIDAS Isontina, Feliciano Medeot, illustra i numeri del
2016: “I donatori associati della nostra provincia hanno donato 5.678 sacche di
sangue intero, 1.592 di plasma e 102 di piastrine e altri emocomponenti”.
Anche se si registra
una diminuzione di 195 unità rispetto al 2015, il dato è comunque molto
positivo. Come spiega Medeot “Nel corso del 2016 ci sono state diverse
importanti novità per i donatori: l’introduzione di criteri di selezione più
rigidi, il nuovo questionario, l’aumento della quantità di plasma per singola
donazione che ha portato ad un aumento del tempo necessario per questa
procedura, sono tutte criticità che sono state accolte non senza qualche
difficoltà”.
Mentre le donazioni
di sangue intero sono in diminuzione (in linea peraltro con la diminuzione
delle trasfusioni), sensibile è l’aumento delle donazioni di plasma (107 in più
rispetto all’anno precedente, pari al 7% in più), plasma che – si ricorda – è sempre
più importante per la produzione di farmaci salvavita.
Il totale delle
sacche raccolte nell’Isontino non solo garantisce l’autosufficienza di globuli
rossi, plasma e piastrine ai due ospedali di Gorizia e Monfalcone ma
contribuisce in maniera determinante (oltre 1.700 sacche) all’autosufficienza
dell’area vasta Guliano-Isontina. “Questo dato – rimarca Medeot - dovrebbe far
riflettere. La piccola provincia di Gorizia garantisce l’autosufficienza degli
ospedali del capoluogo regionale: tuttavia, con la collaborazione dei donatori,
si potranno realizzare, anche nel corso dei primi mesi del 2017, degli
interventi per migliorare i servizi per i donatori anche in funzione del
mutamento dei consumi di emocomponenti”.
A livello sezionale
spicca il saldo positivo di Cormòns che chiude l’anno a 568 donazioni ben 57 in
più rispetto al 2015: un risultato importante per la cittadina collinare. Bene
anche San Canzian (+28), Gradisca (+15) e San Lorenzo (+10). Molto bene anche
la sezione cittadina di Gorizia che chiude per il secondo anno consecutivo in
crescita assestandosi a 1.139 donazioni totali.
Infine, in merito
alle recenti polemiche riportate dalla stampa sul trasferimento del centro
trasfusionale da Gorizia a Monfalcone, il presidente Medeot precisa che “non si
tratta di un provvedimento che riguarda i donatori, ma la gestione delle
funzioni di laboratorio negli orari notturni e nei festivi. Pur nel rispetto
del personale tecnico di laboratorio interessato al provvedimento, spiace
rilevare come questo argomento diventi occasione – ancora una volta – per
rinfocolare l’ennesimo e sterile confronto sulla sanità tra Gorizia e
Monfalcone, senza una conoscenza delle esigenze trasfusionali, festive e
notturne, dei due presidi ospedalieri del territorio provinciale. Piuttosto –
rimarca Medeot – ci si dovrebbe impegnare per garantire ai pazienti isontini
che seguono terapie specialistiche negli ospedali di Udine e Trieste, u
n
adeguato supporto clinico sia a Gorizia che a Monfalcone”.