Sezione di Cormòns

Viale Venezia Giulia c/o Distretto Sanitario
Presidente
Maurizio Tomba

Consiglieri

Maurizio Brumat (Vicepresidente, Coordinamento autoemoteca e chiamate al dono), Edgardo Samar (Tesoriere), Eva Kristiancic (Segretaria sezionale), Eddi Brandolin, Edoardo Codaro, Giuliano Feresin, Silvano Feresin, Massimo Grattoni, Riccardo Leone, Claudio Marini, Bruno Mauro, Francesca Pulz, Gianpiero Tranchini, Antonio Venturini, Elisabetta Waldner.



Altri
Revisori dei conti: Massimo Bragagnolo, Claudio Femia

Telefono
370 3133082

e-mail
cormons@fidasisontina.org

Dove siamo

Era il 5 maggio 1960 quando, grazie all’impegno di Don Luigi Filipputti e Giuseppe Minen e di un pugno di altri cittadini invitati ad aderire al programma, venne sottoscritto l'atto di nascita. L'iniziativa fu prontamente sostenuta dall’allora presidente provinciale dell’Advsg, Michelon, dal professor Bancheri e dal commissario dell’ospedale, Luigi Bardusco.

 Il 26 maggio del 1963 si celebrò la prima “Giornata del donatore”, con la messa al Santuario di Rosa Mistica e la benedizione del primo gagliardetto, il conferimento dei primi diplomi di benemerenza e l’interessante conferenza del professor Bancheri, incentrata sul valore del dono del sangue.

 Il timone passava, in giugno di quello stesso anno, nelle mani di Gilberto Gasparini, poi, nel ’64, in quelle di Armando Guercini, nel ’65, di Paolo Benetti e, nel ’67, di Eligio Tami. Nel ’74 l’assemblea elesse alla presidenza l'indimenticato Egidio Bragagnolo, che da allora ha guidato ininterrottamente la sezione fino alla sua scomparsa nel febbraio del 2014: la sezione cormonese è ora guidata da Maurizio Tomba.

Il panorama cormonese, allo scadere del mandato di Tami, presenta una realtà in progressiva e favorevole evoluzione. A dieci anni dalla sua fondazione, la sezione contava 180 iscritti e più di 2.100 donazioni.  Per conservare l’entusiasmo e l’unità del sodalizio si rendeva infatti necessario promuovere occasioni di svago che consentissero ai volontari di socializzare e di sentirsi parte integrante di un gruppo.

Un notevole supporto morale fu a lungo dimostrato da monsignor Cocolin, arcivescovo di Gorizia, che dal ’69 al ’71 assistette anche alle celebrazioni in occasione delle tradizionali “Giornate del donatore”.  Si intraprese una ancora più capillare opera di sensibilizzazione con appelli alla buona volontà di tutti, rivolgendosi con particolare attenzione ai giovani: si entra nelle scuole elementari e medie per  trasmettere i motivi della solidarietà e del volontariato e si cercano proseliti in paese organizzando le sagre del donatore. Al 20° anniversario di fondazione, gli elenchi degli iscritti contano 320 soci e quello delle donazioni 431 salassi.

I problemi cominciarono a delinearsi nella seconda metà degli anni ’80, con la chiusura del presidio ospedaliero del centro collinare  e con un drastico calo delle donazioni di sangue e un diffuso malcontento tra i soci: si tocca allora il minimo storico, passando dalle 484 donazioni dell’86 alle 192 dell’88, a fronte di ben 450 donatori iscritti.

La sezione di Cormòns, promuovendo incontri e dibattiti tesi a ridimensionare la questione e a ribadire le garanzie che solo un donatore periodico è in grado di dare, data la frequenza dei controlli e la medicina preventiva che la normativa prevede gli siano riservati. Le difficoltà hanno anche carattere più contingente. La sezione di Cormòns è infatti sprovvista di una sede propria, fatta eccezione per il paio di anni trascorsi presso l’Ospedale civile. Giustizia sarà fatta appena nel maggio del ’95, quando in occasione della 33ª “Giornata del donatore” sarà inaugurata e benedetta la nuova sede sociale di via Sauro 19.

Gli ultimi dieci anni di attività segnano un lento ma costante incremento nel numero dei soci e un parallelo aumento delle donazioni. Senza perdersi d’animo dopo lo scivolone di fine anni ’80, la sezione ha continuato a espandersi, recuperando molte delle donazioni che sembravano perse: sono già 307 nell’89 e 311 nel ’90 con 230 soci attivi. Dal ’91 si comincia a raccogliere anche il plasma: il timido inizio (8 donazioni di plasma e 309 di sangue intero) è seguito da una sempre più dirompente offerta che culmina nel ’97 con 192 donazioni di plasma. Il bilancio, al termine dell’ultimo decennio di attività, presenta 3.379 donazioni di sangue intero e ben 759 di plasma. Il numero complessivo dei donatori iscritti è di 564 e di quelli attivi è di 251.