CoronaVirus

Le FAQ del dono: CoronaVirus & Donazione

Aprile 2021 Palmanova
Il Centro Regionale Sangue del Friuli Venezia Giulia propone una serie di semplici domande e risposte su donazione di emocomponenti ai tempi della pandemia

Cosa si intende per COVID-19 e per Sars-Cov-2?

COVID-19 sta per CoronaVirus Disease e identifica la malattia da CoronaVirus manifestatasi per la prima volta nel 2019. Sars-Cov-2 significa: CoronaVirus di tipo 2 causa di Sindrome Respiratoria Acuta Grave, ossia il virus responsabile della malattia.

 

La donazione di sangue è necessaria nell’emergenza CoronaVirus?

Sì. Con l’epidemia di COVID-19, che ha portato alla riduzione di alcuni interventi chirurgici programmati, non è affatto diminuita la necessità delle donazioni di sangue. Il sangue, che non può essere sostituito da alcun farmaco e non può essere prodotto in laboratorio, è più che mai necessario a mantenere adeguati livelli di assistenza per molti pazienti, quali talassemici, leucemici, pazienti oncologici, trapiantati, e per gli stessi pazienti affetti da COVID-19 che purtroppo, in questo momento, affollano i nostri ospedali.

 

Posso donare il sangue se ho avuto il CoronaVirus?

Sì. Dopo aver rispettato le disposizioni per il termine sull’isolamento domiciliare e conseguente rientro in comunità se se sono trascorsi almeno 14 giorni dalla completa risoluzione dei sintomi (fatta eccezione per perdita/disturbi di olfatto e gusto che possono perdurare per diverso tempo dopo la guarigione) oppure in presenza di un test molecolare negativo.

 

Posso donare il sangue se sono un contatto stretto di un paziente affetto da COVID-19?

Sì. È possibile donare:

1. dopo possibile esposizione al rischio di contagio per contatto stretto con soggetti con infezione confermata da SARS- CoV-2 si può donare post quarantena prevista ovvero 14 giorni dall’ultima esposizione in assenza di esecuzione del test oppure 10 giorni dall’ultima esposizione in caso di esito negativo al test antigenico o molecolare effettuato al decimo giorno;

2. in caso di esposizione al rischio di contagio con un paziente affetto da variante COVID-19 il periodo di quarantena di 14 giorni va osservato anche in caso di contatto a basso rischio

 

Vorrei donare il sangue ma, considerata l’emergenza CoronaVirus, sono preoccupato di andare al trasfusionale per donare per paura di contagiarmi? Il centro trasfusionale è un luogo sicuro? Quali precauzioni sono state adottate?

Sì. I centri trasfusionali sono luoghi sicuri, in quanto hanno adottato delle procedure per la sicurezza dei donatori e degli operatori quali:

1. donazione su chiamata/prenotazione;

2. riduzioni delle agende per evitare assembramenti nelle sale attesa, riposo e donazione;

3. pretriage per valutare lo stato di salute del donatore o telefonico nelle 24 ore prima della donazione ovvero in presenza prima di accedere ai locali dei trasfusionali;

4. la temperatura corporea viene misurata ogni giorno anche al personale, oltre che all’arrivo di ogni donatore;

5. uso di dispositivi (mascherina chirurgica/FFP2 e visiera) da parte degli operatori;

6. a tutti i donatori viene fornita una mascherina chirurgica, se sprovvisti;

7. sanificazione frequente degli ambienti e delle superfici;

8. nei locali dei trasfusionali sono posizionati dei dispenser con gel disinfettante per le mani;

9. durante tutte le fasi di attesa per accettazione, visita e donazione vengono fatte rispettare i distanziamenti previsti .

 

Vorrei donare il sangue ma, considerata l’emergenza CoronaVirus, sono preoccupato di arrecare qualche danno alla salute di un ricevente. Il virus si può passare con la trasfusione?

No. A oggi non sono stati rilevati casi di trasmissione di CoronaVirus a seguito di trasfusione, nemmeno da parte di soggetti asintomatici. Ciononostante, per garantire al massimo la tutela della salute del ricevente, il donatore può donare il sangue solo se in buone condizioni di salute da almeno un mese e solo se, nelle ultime due settimane, non ha avuto contatti diretti con persone risultate positive al tampone.

Inoltre, il donatore che dovesse manifestare sintomi influenzali o da COVID-19 nei 14 giorni che seguono la donazione è invitato a dare comunicazione immediata al Centro Unico Regionale Produzione Emocomponenti (CURPE).

 

Sono un operatore sanitario (soccorritore)/ lavoro in un reparto con pazienti COVID-19 positivi (ho soccorso pazienti COVID-19 positivi), però sono in salute. Posso donare il sangue?

No. Il Centro Nazionale Sangue raccomanda in via cautelativa che gli operatori sanitari a contatto con pazienti Sars-Cov-2 positivi non donino il sangue. Si devono aspettare almeno 14 giorni dall’ultimo contatto avuto con un paziente Cov-2 positivo.

 

Convivo con un operatore sanitario che lavora in un reparto con pazienti COVID-19 positivi/ con un “contatto stretto”. Il mio convivente è in buona salute, posso donare il sangue?

Sì. Certamente, se il suo convivente non ha sintomi influenzali o un’infezione documentata da SARS- CoV-2, può donare il sangue. Fermo restando che in caso di sintomi influenzali o da COVID-19 nei 14 giorni che seguono la donazione è invitato a darci comunicazione immediata.

 

Cos’è il plasma iperimmune e perché si può usare per trattare i pazienti affetti da COVID 19?

Per plasma iperimmune o plasma da convalescente COVID-19 si intende il plasma proveniente da un soggetto guarito dalla infezione COVID-19. Il trattamento non è ancora definitivamente approvato per la attuale epidemia (ci sono solo studi sperimentali in corso) è disponibile per quelle categorie di pazienti che ne possono beneficiare su richiesta del medico curante, visto lo stadio della malattia e sintomi.

 

In FVG esiste una banca di plasma iperimmune/da convalescente COVID-19?

Si. Al Centro Unico Regionale Produzione Emocomponenti sono a disposizione circa 200 unità pronte all’uso, mentre altre centinaia sono immagazzinate sia per uso clinico e che per una eventuale successiva produzione di immunoglobuline specifiche.

 

Sono guarito dal COVID, ho letto che il mio plasma potrebbe essere utilizzato per trattare pazienti con infezione da Sars-Cov-2, posso fare una donazione solo di plasma con questo scopo?

Si. La donazione di plasma risponde meglio alle modalità di impiego clinico del plasma iperimmune, in ogni caso si può optare anche per una donazione di sangue intero. Deve rispondere ai requisiti di idoneità della donazione e in quanto il suo plasma sarà usato per uso clinico, quindi non deve aver ricevuto trasfusioni, e se donatrice non deve aver avuto gravidanze. Il plasma così raccolto sarà testato per gli anticorpi anti- Sars-Cov-2 e se il titolo sarà abbastanza alto verrà utilizzata come plasma per pazienti COVID-19, ma sarà altrettanto utile se il titolo è basso, perché potrà venire utilizzata per pazienti non COVID-19 o per la produzione di emoderivati.

 

Ho sentito tanto parlare in questo periodo del “tampone”. Di cosa si tratta?

Il cosiddetto “tampone” è in realtà un test di ricerca della presenza del virus (più precisamente l'acido nucleico virale) su un campione di materiale biologico prelevato dalla mucosa naso-faringea (il tampone!). La positività al test sta a indicare la presenza del virus nel soggetto testato, che quindi è da ritenersi contagioso. Si tratta di un test costoso e delicato, sia per le difficoltà di campionamento sia per l'esecuzione del test che richiede grande esperienza oltre a una strumentazione adeguata.

 

In cosa consiste il test sierologico (ricerca di anticorpi anti-CoronaVirus)? A cosa serve? Viene fatto sempre?

Vengono effettuati i test sierologici solo per la raccolta di plasma da convalescente/iperimmune. In seguito ad una malattia infettiva oppure vaccinazione il sistema immunitario del nostro organismo reagisce di norma con la produzione di immunoglobuline specifiche, chiamate anticorpi, dirette contro l'agente infettante.

La ricerca di anticorpi è quindi la conferma di avvenuto contagio, oppure la risposta ad una vaccinazione. Ciò vale anche per il COVID-19. Lo screening di anticorpi viene di norma eseguito su un campione di sangue venoso: un test di screening positivo sta a indicare l'avvenuto contatto con il virus Sars-CoV-2 ma nulla dice se il soggetto sottoposto a test sia ancora contagioso o meno. Per questo nel caso di positività allo screening anticorpale si deve eseguire il “tampone” per escludere la presenza del virus.

Il titolo degli anticorpi tende ad abbassarsi con il tempo.

In sintesi, gli scenari possibili in seguito a test sierologico possono essere i seguenti:

1. assenza di anticorpi. Il soggetto non è entrato in contatto con il virus, è a rischio di contrarre la malattia oppure ha avuto la malattia con il tempo il test si è negativizzato, oppure ha appena contratto il virus;

2. presenza di anticorpi. La persona è entrata in contatto con il virus, ha superato l'infezione e dovrebbe essere immune a una nuova infezione. Il tampone serve a confermare l'attuale assenza del virus ed in attesa dell’esito del test la persona dovrebbe stare in quarantena.

3. presenza di anticorpi. La persona è stata vaccinata. Dato che le attuali conoscenze sul CoronaVirus non consentono ancora di sapere a che titolo e per quanto tempo gli anticorpi rendano immuni dal contrarre nuovamente la malattia (dato che il virus muta) si consiglia di non abbassare il livello di attenzione e di continuare a seguire le raccomandazioni degli organismi istituzionali per la tutela della propria e altrui salute in questo periodo di pandemia.

 

È utile fare un test sierologico (anticorpi anti-SarsCov-2) su tutte le donazioni/donatori?

No. Per la sicurezza del ricevente, in quanto il virus non si trasmette con il sangue.

No. Per la sicurezza del donatore in quanto sia la negatività, quanto la positività possono essere testimonianza di situazioni diverse e in caso di positività, senza storia di pregresso COVID-19, bisogna procedere al tampone con relativo periodo di quarantena.

No. Per la collettività perché eventuali studi di prevalenza e incidenza sulla popolazione dei donatori non si potrebbero traslare sulla popolazione, in quanto i donatori sono un gruppo selezionato.

 

In quanto donatore posso essere vaccinato come categoria particolare?

No. L’attuale piano vaccinale non include i donatori di sangue, almeno per ora, come categoria da vaccinare.

 

Ho fatto il vaccino anti SARS-CoV-2, quanto tempo devo aspettare prima di poter donare il sangue?

In seguito a vaccino anti SARS-CoV-2, oggi usati in Italia ( Pfizer, Moderna, Astrazeneca) il donatore che non ha manifestato alcun sintomo potrà essere accettato alla donazione trascorse almeno 48 ore dalla vaccinazione. Se, in seguito alla somministrazione del vaccino, il donatore ha manifestato dei sintomi dovrà aspettare almeno 7 giorni dalla completa risoluzione prima di poter essere accettato alla donazione.

 

Ho fatto il vaccino anti SARS-CoV-2, posso donare plasma iperimmune/plasma convalescente?

No. Il plasma iperimmune/ da convalescente COVID-19 può essere donato solo da donatori guariti.

 

 

 

Ritenendo di fare cosa utile, Vi ricordiamo

Recapito telefonico per segnalazioni di positività CoronaVirus ovvero contatto di positività COVID-19, febbre oppure sintomi respiratori post donazione

Centro Unico Regionale Produzione Emocomponenti CURPE

c/o Ospedale di Palmanova +39 0432921554