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L'intervento del Presidente al Congresso di Capriva

18 ottobre 2015 Capriva del Friuli

Nel prendere la parola in questo nostro secondo Congresso associativo, non posso non ricordare il nostro indimendicabile e inimenticato Egidio Bragagnolo, timone sicuro della nostra associazione per oltre un quarto di secolo che un anno e mezzo fa è andato avanti. A lui e a tutte le donatrici e a tutti i donatori che non ci sono più vada il nostro ricordo e la nostra stima.

Con una piacevole ricorrenza, questo congresso cade proprio qualche giorno prima di un importante anniversario per il sistema trasfusionale italiano, i dieci anni dall’approvazione della legge 219, la norma che regola il sistema trasfusionale della repubblica Italiana, che è stata approvata proprio il 21 ottobre 2005.

Questa norma, all’art. 7 definisce in maniera chiara il ruolo delle Associazioni e del volontariato del sangue in cui si legge: “Lo Stato riconosce la funzione civica e sociale ed i valori umani e solidaristici che si esprimono nella donazione volontaria, periodica, responsabile, anonima e gratuita del sangue e dei suoi componenti" e ancora "Le associazioni di donatori volontari di sangue … concorrono ai fini istituzionali del Servizio sanitario nazionale attraverso la promozione e lo sviluppo della donazione organizzata di sangue e la tutela dei donatori".

A distanza di 10 anni dall’approvazione di questa legge, quanto viene applicata questa norma?

Anche in questo caso on in maniera uniforme, come dimostra il recente percorso per la certificazione e l’accreditamento delle strutture trasfusionali delle 20 regioni per la raccolta e la trasformazione del plasma.

Se pensiamo che da inizio 2015 ad oggi, oltre 7.000 sacche di sangue del Friuli Venezia Giulia, pari al 15% dell’intera raccolta, sono state inviate fuori regione per garantire l’autosufficienza nazionale,  e che questo avviene da tantissimi anni, vuol dire che c’è qualcosa che non va nel sistema.

Lo stesso Friuli Venezia Giulia, da sempre una delle regioni più sviluppate e in cui i donatori rispondono sempre “presente” alla donazione e in cui lo stesso concetto di autosufficienza è scontato, sta attraversando un momento delicato.

La diminuzione delle donazioni di sangue intero e la contestuale diminuzione nei consumi di globuli rossi, l’aumento della richieste di plasma e prodotti medicinali plasmaderivati, impongono delle scelte e le impongono ora. La domanda sorge dunque spontanea: quali scelte per quale sistema trasfusionale?

Due sono le priorità: procedere con la programmazione della raccolta degli emocomponenti e con la predisposizione di un nuovo piano sangue anche alla luce della recente legge di riforma del servizio sanitario regionale. Ma queste scelte, scelte strategiche, devono essere fatte assieme ai donatori di sangue, non devono essere subite dai donatori.

Quando parliamo di programmazione della donazione, che vuol dire donare cosa serve e quando serve, abbiamo necessità di poter prenotare la propria donazione presso i Centri Trasfusionali.

La scelta della prenotazione presso il centro trasfusionale di Gorizia, opportunità poi allargata anche a Monfalcone, che la nostra associazione ha fortemente voluto e sostenuto lo scorso anno sta ora arrancando: la limitazione dell’orario di prenotazione a sole 2 ore al giorno dal lunedì al venerdì, la difficoltà di prendere la linea, l’impossibilità di prenotare la donazione al sabato, l’impossibilità per l’Associazione di poter intervenire nella prenotazione oltre ad altre criticità sono tutte delle limitazioni – più volte segnalate dalla nostra Associazione nelle diverse sedi – che meritano una profonda riflessione.

A nostro avviso è necessario cambiare marcia, aumentare l’orario in cui è possibile prenotare permettere alle Associazioni di intervenire nel processo di prenotazione: una scelta, già più volte segnalata è quella di accedere ad un canale dedicato attraverso il Centro Unico di Prenotazione regionale, utilizzando un programma informatico già esistente che consenta l’intervento anche da parte dell’Associazione.

Allo stesso modo e parimenti importante è il nuovo piano regionale sangue che ponga nuovi e più ambiziosi obiettivi a tutto il sistema trasfusionale del Friuli Venezia Giulia.

Non possiamo ad esempio negare che il processo di aggregazione in area vasta ha penalizzato i centri trasfusionali di Gorizia e Monfalcone, in termini di risorse e di personale.

Inoltre, la necessità di garantire il funzionamento dell’Unità Mobile di Raccolta “Egidio Bragagnolo”, l’unica autoemoteca veramente regionale che viene utilizzata da Grado a Erto e Casso peraltro non al massimo delle sue possibilità, con personale dei centri di Gorizia e Monfalcone riduce l’operatività dei centri della nostra provincia.

Pertanto, come Associazione e come rappresentanti dei donatori di sangue, rifiutiamo a priori qualsiasi ulteriore depauperamento dei nostri centri trasfusionali, in termini di servizi, giornate e orari di apertura. Prima di procedere a modifiche di qualsiasi genere è necessario procedere in una accurata analisi non solo della produttività dei singoli centri in termini di sacche di sangue, plasma e piastrine raccolte, ma soprattutto dei servizi resi alla cittadinanza: pensiamo alle trasfusioni, ai salassi terapeutici, alle terapie anticoagulanti.

Questa valutazione deve essere fatta non solo per i centri dell’attuale dipartimento di medicina trasfusionale di Trieste-Gorizia, ma per quelli di tutta la regione. Solo al termine di questo percorso si potranno prendere delle decisioni, non prima, non per mancanza di risorse oppure, ancora peggio, per una non corretta allocazione delle risorse disponibili.

Troppo spesso infatti, in sanità, razionalizzazione delle risorse si coniuga con razionamento delle stesse a scapito dei centri cosiddetti “minori”. L’ho già detto e qui lo ripeto, i centri trasfusionali di Gorizia e Monfalcone non dovranno essere al centro dell’ennesima guerra di campanile tra i due ospedali della nostra provincia.

Alla politica, in particolare alla Giunta, all’Assessore e al Consiglio regionale la responsabilità politica della scelta. 

Però oggi è un giorno di festa, è una giornata in cui celebriamo i benemeriti del dono: 105 sono i donatori che oggi sono stati e che verranno premiati che invito ad alzarsi e invito tutti noi a rendere omaggio a queste persone speciali con un applauso.

Voi siete la punta di diamante della nostra Associazione: un movimento che nel corso del 2014 ha totalizzato 4.947 donazioni di cui 3.823 di sangue intero, 1.086 di plasma e 38 di altri emocomponenti.

Il Congresso della nostra Associazione quest’anno coincide con la 44.a edizione della giornata del donatore della sezione di Capriva, una comunità piccola, ma molto attiva.

Ad esempio venerdì questo paese del Collio goriziano ha ospitato l’Unità Mobile di Raccolta “Egidio Bragagnolo” con un obiettivo ambizioso: una raccolta prioritariamente di plasma.  Ebbene, venerdì sono state raccolte ben 18 sacche di plasma e 3 sacche di sangue intero, peraltro di gruppi rh negativo: questo è un modo coerente e responsabile di utilizzo dell’autoemoteca.

Venerdì l’autoemoteca è stata poi visitata dalla classe quinta della locale scuola primaria: quale modo più concreto per avvicinare i bambini alla donazione di sangue, fargli capire fin da piccoli che la donazione di sangue è il gesto più semplice e più immediato, più bello di voler bene agli altri?

 

Questo però è anche l’ultimo momento ufficiale del mandato che si è aperto nel novembre del 2011, lunedì 26 nel corso dell’assemblea associativa si provvederà al naturale e salutare rinnovo delle cariche sociali che guideranno la nostra associazione per il prossimo quadriennio.

Nella convinzione che la squadra che vince è quella in cui tutti collaborano, è allora questa per me l’occasione di ringraziare tutto il direttivo uscente che ha collaborato e condiviso le tante scelte di questo quadriennio. Vorrei quindi ringraziare uno ad uno i componenti del direttivo uscente: Tiziana Battistutta, Paolo Braini, Daniele Brumat, Stefano Capacchione, Paolo Domini, Marco Fonzar, Federico Franz, Baldassarre Medeot, Enzo Mucchiut e Benito Tofful.

E naturalmente un doveroso ringraziamento a tutte le sezioni e tutti i dirigenti sezionali che ogni giorno all’anno si sono impegnati per la promozione della donazione di sangue nelle più svariate attività nelle diverse località del mandamento.

Ringrazio poi tutte le autorità qui presenti: l’assessore regionale Sara Vito, il consigliere regionale Diego Moretti, l’assessore provinciale Ilaria Cecot, la rappresentante della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, Roberta Demartin, il coordinatore regionale dei servizi trasfusionali del Friuli Venezia Giulia, Vincenzo De Angelis, e Maria Giavitto dirigente medico del Dipartimento di medicina trasfusionale di area vasta giuliano-isontino.

Infine, un arrivederci che è un po’ un invito. La nostra Associazione, dal 21 al 24 aprile del prossimo anno, ospiterà il 55° Congresso Nazionale della Federazione Italiana delle Associazioni dei Donatori di Sangue, nelle sedi di Grado, dove saranno ospitati i lavori congressuali, e Gorizia che ospiterà la 35.a Giornata nazionale dei donatori di sangue FIDAS con la partecipazione di oltre 10 mila donatori di tutta Italia. L’invito è dunque duplice: a partecipare a questo momento di festa e anche… a dare una mano e stare vicino alla nostra Associazione.

 

A tutti Voi, buona giornata e buon Congresso!